I miei zii

 

E' ben noto che la mia enorme competenza culinaria e' dovuta in gran misura ai miei numerosissimi zii sparsi in giro per il mondo. Mi sembra giusto riportare in questa pagina i loro contibuti piu' interessanti.


Zio Tamashi (Giappone)

E' il mio zio preferito, a lui ho dedicato una pagina speciale con le sue migliori massime giapponesi.


Zio Igor e Zia Natacha (Uzbekistan)

> [Giovanni Bossi]
>A quanto mi risulta c'e' un piatto tipico uzbeko che e' uguale uguale
>a questo, solo che e' fatto con il salmone. Pero' solo quello pescato
>a mani nude nel Don nei pleniluni di primavera, altrimenti perde il
>suo caratteristico sapore. Secondo me se chiedi a Rob ti scrive la
>ricetta esatta, datagli dal suo prozio di secondo grado Igor
>Kawalksasky

vero verissimo esattissimissimo!
zio Igor ne andava pazzo, e zia Natacha stava sempre a cacciare salmoni pur di accontentarlo.
Zio Tamashi lo odia visceralmente, dice:
"l'uomo che spreca il sublime salmone pescato a mani nude nel Don nei pleniluni di primavera (se no perde il suo caratteristico sapore) nella Carbnrovskoya merita di essere battuto col rude giunco fino al plenilunio di primavera successivo".

Carbnrovskoya gnak sualmonska Donnnnekruzk

Quantita' in base alle persone

salmone (Pero' solo quello pescato a mani nude nel Don nei pleniluni
di primavera, altrimenti perde il suo caratteristico sapore).

1 spicchio d'Aglieglie Brazov (pianta aromatica molto simile
all'aglio, prende il nome dal suo scopritore Aglieglie Brazov, famoso
anche per non fare mai il biglietto sull'autobus/tram)

una manciata di prazzimuol (erbetta tipica delle pianure uzbeke,
tranquillamente sostituibile col prezzemolo)

(nota importante: a proposito del prazzimuol, dice Zio Tamashi: "Sono certo che il prazzimuol sia un'erba
aromatica della piu' alta utilita', se solo sapessi quale")

una manciata di grinkov (formaggio tipico uzbeko del tutto simile al
nostro grana, se non fosse per il fatto che e' di latte di Yak)

uova (di gallina giovenkova e' meglio, ma pure le galline nostre vanno
bene).

Intanto che la pasta cuoce preparate questo sughetto in una pentola (meglio se antiaderente).
Fate rosolare in un poco d'olio l'Aglieglie Brazov col salmone (pero' solo quello pescato a mani nude nel Don nei pleniluni di primavera, altrimenti perde il suo caratteristico sapore), fino a quando l'Aglieglie Brazov insaporisca il tutto.
Poi in una ciotola sbattete l'uovo di gallina Giovenkova col grinkov sino ad ottenere una crema, aggiungete il sale e il prazzimuol. Continuate a sbattere il tutto. Dopo di che versate nella pentola del salmone (pero' solo quello pescato a mani nude nel Don nei pleniluni di primavera, altrimenti perde il suo caratteristico sapore), mettete la pasta e girate il tutto per qualche secondo a fuoco lento.
Servite e buon appetito


Zio John (UK)

>[B'Elanna]
>Ho visto la ricetta della torta in questione sul tuo sito (a proposito,
>complimenti, devficile trovarne uno così approfondito girando su
>internet) e penso he ilmio ragazzo ne andrebbe veramente matto.
>A quanto ho capito la crema dovrebbe avere laconsistenza di un budino
>gelatinoso. Sbaglio? Inoltre la mazeina viene usata per addensare. Ni
>nostri dolci "regionali" si usa la fecola di patate(il mangia in branc,
>budino al limone cotto in pasta sfoglia con zucchero caramellato su).
>mi sai dire che differenza c'è, almeno a livello di consistenza?
>Inoltre, seesndo la meringa dolcissima, si potrebbe sostituire con uns
>ciroppo di limone? eE se si, come farlo in casa?

ma certo, dice zio John che e' la famosissima "Lemon meringue pie without meringue but with syrup".
Pero' la ricetta e' segretissimissima e non me la vuole dire.


Zio Bepin (Aosta)

>[Alice Twain]
> In Italia non esiste alcuna pizza monte bianco.Non credo che
> nessuno di noi ne abbia mai sentito parlare.

Scusa ma se non conosci la cucina tipica e' inutile che parli.
Io che sono di Aosta la conosco benissimo ed e' superlativa.
La ricetta richiede un po' di ingredienti ma e' molto facile.

Pizza Monte Bianco
E' senza pomodoro, infatti. Sul disco di pasta si stende la panna da cucina  UHT, quindi la si spalma per bene, si aggiunge sale pepe e noce moscata. Si cosparge di fiocchetti di mascarpone e rucola spezzettata, ma al centro bisogna mettere molto piu' mascarpone a formare quasi una collinetta, che rappresenta, appunto, il monte Bianco. si sala ancora e si aggiunge del ginepro tritato sul tutto, ma soprattutto sul monte di mascarpone.
Si fa cuocere molto poco, se no il monte si scioglie: e' la particolarita' della pizza la pasta un po' indietro di cottura e crudina al centro.
Se la vuoi provare, ma quella buona, pero', vai alla pizzeria "Vesuvio e  Monte Bianco" che sta ad Aosta in Via delle Medaglie d'oro e la tiene mio zio Bepin e vedrai che goduria!


Zia Lolli (Voghera)

Risotto alla Vogherese di Zia Lolli.
Allora considera 2 bicchieri di riso a persona.
metti molto olio di oliva in una pentola alta di ferro, diciamo 1/2 bicchiere a persona, e fallo scaldare molto, finche' non fuma abbondantemente. e' importante se no il riso non si colorisce bene. a quasto punto aggiungi 2 cipolle tagliate in quarti, e falle diventare ben scure
nell'olio.
rifai prendere temperatura all'olio finche' non fuma di nuovo, quindi butta il riso e fallo soffriggere senza rimestare un quarto d'ora nell'olio
bollente. a questo punto comincia ad aggiungere brodo fatto con il dado granulare di pesce, una tazzina.
aggiungi delle vongole, 3 o 4 a persona, (si trovano anche in barattolo in salamoia) e delle acciughe sotto sale, sempre 3 o 4 a persona fai cuocere ancora 10 minuti. poi ogni dieci minuti aggiungi una tazza di brodo mischiando molto, per 3-4 volte.
a fine cottura aggiungi circa 75 gr di parmigiano a persona e mischia un po', ma non molto.
se vuoi fare una presentazione chic metti il riso in ciotoline individuali e su ogni ciotolina metti 2 acciughe, quindi metti nel forno modalita' grill
per 15 minuti.
servi bollente mi raccomando!


Zio Orso Bianco Ferito (Lapponia)

Il figlio dello zio "Orso Bianco Ferito" che si lamenta, dice che oramai i pescherecci findus gli hanno sterminato la popolazione di merluzzi.
Lui al capitano findus gli infilerebbe volentieri un merluzzo nel cu[dolcepanfrutto]lo  (cit.)


Zio Carmine (Agrigento)


Piidocchio scrive:

Si prende le mandorle e si bolliscono in abbondante acqua salata (il latte di mandorle sarebbe come una specie di polenta siciliana)
poi si filtra con il filtro cinese per eliminare eventuali pietruzze, insetti, ecc.
si mangia spalmato sul pane, tipo latte condensato.


E Lois risponde:

o misericordia...mai sentito un tale uso del latte di mandorle.
E' una cosa veneta per caso?
E poi, non per fare la puntigliosa, ma il latte di mandorle non è una polenta siciliana - Gesù che mi tocca leggere - ma è una bevanda, dolce tra l'altro, quindi il sale non ci azzecca proprio nulla.
Lois


Per fortuna che Zio Carmine mi ha spiegato la verita' vera verissima del latte di mandorle.
Questa e' una missione per Faro Magio!


Ciao Lois,

guarda certe cose dovresti documentarti prima di affermarle. Il latte di mandorla nasce in Sicilia nel 1049, quando una enorme
sovrapproduzione di mandorle costrinse i siciliani a pensare a qualcosa di davvero diverso per riuscire a smaltire tutto quel ben di
dio.
Ma all'epoca la cosa fondamentale era riempire la pancia, e quindi pensarono a qualcosa di salato e polentoso, da spalmare sul pane. E' solo nell'ultimo secolo, con il benessere eccetera eccetera che la ricetta si e' evoluta diventando dolce, e si e' persa la memoria di
quella salata. Per riferimento puoi leggere la monografia scritta da Vituzzo Carmelomonaci, dal titolo "Tradizioni culinarie siciliane: la tragica scomparsa di una cultura millennaria".
Mio zio Carmine che e' novantacinquenne e che vive ad Agrigento, dice che se la ricorda ed era buonissima, mica come quella roba liquida e dolce che fanno ora!

Il commento di Ziab e' certo interessante:

Scusa Rob, non per spulciarti, ma come facevano i siciliani del 1000 e passa a concepire a qualcosa di polentoso, in totale assenza
dell'esempio archetipo, ovvero della polenta?

Ma decisamente non regge. Sono costretto a spiegarle per l'ennesima volta qualcosa di storia della cucina.

E' evidente che il termine "polentoso" e' li' solo per far capire a voi cosa intendevo. D'altro canto e' ben risaputo che la consistenza
polentosa sia stata inventata ben prima, molto probabilmente dai romani che facevano una sbobba di farro di densita' ben simile a
quella della suddetta polenta. Apicio docet.
Sei proprio gnubba, diosanto!

Anche Paolo S., gran Storico Culinario, propone la sua visione:

> dai romani che facevano una sbobba di farro di densita' ben simile a quella della suddetta polenta. Apicio docet.

Fin qui ero d'accordo su tutto (tra l'altro la polenta di mandorle la preparo tutt'ora personalmente), ma questa cosa del farro non l'ho capita. Come ben saprai, il farro è stato importato nel dopoguerra dagli americani.
Gli italiani, vedendo questo strano grano yankee, chiedevano "da dove viene?" e gli americani dicevano che nasceva in campi lontani e veniva trasportato su strade lontane, "far roads", da cui la corruzione in "farros" e poi "farro" fu automatica presso il popolino ignorante.


Ma commette un grave errore filologico, come sono obbligato a spiegargli:

No no guarda stai facendo una inversione filologica.
In latino farro si dice far, e se esiste una parola per definirlo evidentemente lo conoscevano.
Sono gli americani che hanno derivato la parola "far", lontano, dal suddetto cereale. Il farro infatti non esisteva in america, e veniva
quindi chiamato col suo originale nome latino. Ma poiche' era solo coltivato nella lontana Europa, la parola "far" ha assunto la valenza anche di "lontano", mentre prima si esisteva solo la parola "distant".

Ma torniamo a quel tonno.. ehm alla cara Lois.

> Ciao Lois,
> guarda certe cose dovresti documentarti prima di affermarle.

In realtà ho chiesto a mia mamma, a mio zio ed ad un gruppetto di persone  abbastanza competenti in fatto di cibo e tutte siciliane, e tutte hanno storto il naso sentendo parlare di una sorta di "polenta".
Ora, dal momento che tutte le persone da me interpellate provengono dalla Sicilia orientale, mentre tuo zio mi scrivi è di Agrigento, l'unica cosa che mi viene in mente è che forse nella sicilia orientale questa cosa non fosse tanto in uso.
Certo, mi pare strano, visti i mandorleti di Avola - che, tra l'altro, appartenevano alla famiglia di mia nonna (tanto per farti capire che non ho interpellato incompetenti) - comunque, sic stantibus rebus, andrò a ricercare la monografia che mi hai indicato.
Non si finisce mai di imparare.
Lois


Per metterla sulla giusta via provo la tecnica Enigmistica:

Te lo assicuro. Il Carmelomonaci e' una istituzione, ormai.
O si sbaglia tuo zio, ma in effetti non credo proprio.
Non ci resta che esaminare l'ipotesi delle2 diverse locazioni..
Nonna tua quindi non se ne ricorda, se c'e' ancora?
Ohibo', la cosa si fa interessante.

 

Anche Paolo ci si mette, seguendo la strada enigmistica ;-)

> Te lo assicuro. Il Carmelomonaci e' una istituzione, ormai.
Grande Carmelomonaci!
> O si sbaglia tuo zio, ma in effetti non credo proprio.
Lo credo anch'io
> Non ci resta che esaminare l'ipotesi delle2 diverse locazioni..
Un'ipotesi affascinante...
> Nonna tua quindi non se ne ricorda, se c'e' ancora?
Gettare ombre di dubbio sugli anziani non è bello...
> Ohibo', la cosa si fa interessante.
Levami una curiosità:
Una volta che hai scoperto questa cosa, che te ne fai?

Eppure la tonnissima Lois, DOPO il thread che avete appena letto, riesce addirittura a rispondere:

> Te lo assicuro. Il Carmelomonaci e' una istituzione, ormai.

Appena ho un attimo lo cerco.

> O si sbaglia tuo zio, ma in effetti non credo proprio.
> Non ci resta che esaminare l'ipotesi delle2 diverse locazioni..
> Nonna tua quindi non se ne ricorda, se c'e' ancora?
> Ohibo', la cosa si fa interessante.

Mia nonna se n'è andata qualche anno fa, ma comunque non mi ha mai citato una simile cosa; e dato che un buon 70% delle nostre conversazioni si basavano sulla cucina e sulle tradizioni sicule e sui suoi meravigliosi mandorleti credo non me ne abbia mai parlato perchè proprio lo ignorava.
Parenti anziani - non in senso dispregiativo, ma perchè in fondo sono un concentrato di saggezza - in Sicilia non ne ho più; potrei provare a chiedere alla nonna di una mia amica, ma comunque anche lei è della parte orientale.
Bisognerebbe fare una ricerca proprio approfondita.
A questo punto la domada nasce spontanea: hai mai assaggiato questa cosa "polentosa" che si spalma?
Lois

Insisto con l'enigmistica, magari la capisce...

Grande fortuna hai avuto!
Non ho mai auto una nonna cosi'...
Una e' morta che ero piccolo.
Bella nonna era.
Basterebbero alcuni aneddoti...
Oramai l'altra e' rincitrullita.
Non l'ho mai provato, il polentoso.
E non ho le mandorle adatte per farmelo.
!

Niente, e' davvero tufa [termine tipico pugliese per indicare persona dotata di testa particolarmente dura, n.d.T].

> Oramai l'altra e' rincitrullita.

Ehi...esagerato!
Dov'è finito il rispetto per gli anziani? :)

> Non l'ho mai provato, il polentoso.
> E non ho le mandorle adatte per farmelo.
> !

Se riuscissi a farmi spedire qualche chilata di mandorle dalla adorata terra sicula quasi quasi ci provo.
In fondo, tentar non nuoce!!!
Lois

Provo a questo punto a rivelarmi come gran paraculatore internettiano, e aggiungo addirittura una firma piuttosto evidente:

Lois, dai un'occhiata qui.
http://tinyurl.com/aqwqu
il Roberto del messaggio sono io.

--
Acrostico:gioco enigmistico consistente nel trovare delle parole le cui iniziali formino un'altra parola o una frase.

NIENTE. Chi nasce tonno, tonno resta. Leggete un po' che risponde... A questo punto mi sono arreso :-)

> il Roberto del messaggio sono io.

Ehm...ho dato un'occhiata, ma non è che ci abbia capito un granchè...
Mi dai qualche delucidazione?
Lois (non ho chiuso occhio e sono mezza rincitrullita...)