TOFU

introduzione

Beh lo so che chiamare il Tofu "formaggio di soia" e' un insulto al formaggio vero. Non solo ne sono consapevole, ma sono anche pienamente d'accordo.
Fatto sta che, se non lo si assimila ad un formaggio, il tofu non e' affatto cosi' male come lo si dipinge. A parte le sue indubbie proprieta' da un punto di vista nutrizionale (alto contenuto proteico "nobile" a fronte di un basso contenuto calorico e nessun apporto di colesterolo), se lo si sa cucinare puo' diventare anche buono. Il tofu non e' fatto per essere mangiato da solo, cosi' come non lo e' la pasta, ad esempio. Bisogna condirlo e cucinarlo come si deve. Oppure farlo fermentare, ma questa e' un'altra storia...

DISCLAIMER

Detto questo, varie persone mi hanno chiesto  se avevo un'idea di come si fa il tofu. La risposta e' naturalmente "si' ". Certo, tra "avere un'idea" e "essere capaci di farlo per bene" ce ne passa...
Raccolgo quindi in questa pagina un testo da me riorganizzato a partire da  varie cose trovate in rete ma modificate notevolmente grazie ai consigli di un'amica molto molto esperta di cucina cinese (e che si fa il tofu piuttosto spesso...). La ringrazio dei suoi fondamentali commenti, che pero' sono spessissimo anche poco ricchi di dettagli/quantita', rendendo piuttosto difficile la ripetibilita' delle sue procedure. ;-)
Sebbene io sia effettivamente riuscito a produrre del tofu in casa, vorrei mettere in evidenza che:
1) e' un casino notevole;
2) non sono certo che ne valga la pena. Di sicuro il sapore e' decisamente meglio di quello comprato, ma visto che l'impegno necessario e' non indifferente, e' forse piu' comodo e probabilmente anche piu' economico comprare il tofu gia' fatto  in un negozio di alimentari asiatici. Infatti spessissimo hanno anche quello fresco, oltre a quello in pacchetto.
3) ci sono varie cose che non mi tornano (soprattutto la quantita' di coagulate, la modalita' di aggiunta dello stesso ed i tempi/modalita' di cagliata).
Quindi QUESTA PAGINA NON E' DEFINITIVA, CONTIENE SOLO QUELLO CHE SONO RIUSCITO A FARE/CAPIRE SINO AD ADESSO.
Ossia: CI PROVATE A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO! Se ci provate per favore ditemi come e' andata.
Bisogna anche dire che un mio nuovo tentativo, utilizzando questa volta un frullatore invece che un robot da cucina ha dato finalmente i risultati sperati; quindi a questo punto direi che seguendo la ricetta come di seguito descritta il risultato dovrebbe essere positivo.

La ricetta

Ingredienti

Per circa 0.6-0.7 Kg di tofu (la quantità può variare a seconda della resa della soia; il parametro fondamentale per avere una buona resa e' quanto si riesce a sminuzzare e strizzare la soia):

0.5 kg di soia gialla (da non confondere con quella verde, che NON e' neanche soia, in realta');
5 litri d'acqua (oltre a quella di ammollo);
1 cucchiaio di solfato di calcio (gesso)
***quantita' indicativa; nel mio ultimo tentativo la cagliata e' riuscita perfettamente con questa quantita'***;
NOTA: questo e' il coagulante usato in Cina; in Giappone si usa invece il nigari (cloruro di magnesio).
Il solfato di calcio lascia un prodotto piu' compatto (e caglia in tempi brevi rispetto al cloruro di magnesio).

ATTREZZATURA

Una pentola dove scaldare l'acqua e "cuocere" il latte di soia;
Per frullare la soia con l'acqua di bollitura si possono usare varie cose:
- un frullatore
- un robot da cucina
- una centrifuga
Teoricamente l'ideale potrebbe essere il mulino casalingo con le pietre per produrre le farine, ma non conosco nessuno che lo abbia e si sia cimentato. Esiste anche una macchinetta apposta, elettrica, ma costa decisamente troppo per la sua reale utilita'. Io ho usato per i miei primi tentativi un robot da cucina, il risultato e' stato pero' di gran lunga migliore utilizzando un frullatore.
Un paio di guanti di gomma;
Uno stampo forato con un coperchio (eventualmente potete usare uno scolapasta e un coperchio da tegame) e un paio di panni di lino o cotone per filtrare il liquido. Se avete il classico telo da formaggio va naturalmente benissimo.
Un mestolo per travasare il tofu cagliato nel panno.

Procedimento

Si lavi per bene la soia sotto l'acqua corrente, e la si metta poi a mollo per un giorno in almeno cinque volte il suo volume d'acqua. Se possibile, si cambi l'acqua una-due volte. La soia, in origine tonda, acquisterà la classica forma del fagiolo. Sgocciolare buttando via l'acqua di ammollo e sciacquare la soia abbondantemente con acqua fresca.

              


Riscaldate l'acqua e portatela vicino all'ebollizione, secondo la temperatura che il vostro robot/frullatore è in grado di sopportare. Il processo dà risultati migliori e una migliore resa in termini di quantità se si svolge a temperatura alta.
Frullare quindi la soia finemente continuando ad aggiungere a poco a poco acqua presa dalla pentola. Il mio robot non aveva una capienza sufficiente, e quindi l'ho fatto in diverse tornate.

    

Questo procedimento, soprattutto se si usa un robot da cucina, puo' essere MOLTO "sporchevole", il mio robot per esempio non ha la chiusura ermetica e quindi il liquido tende a colare di lato. Ho ridotto moltissimo il problema simulado una guarnizione con un elasctico aggiunto al coperchio. Il tutto e' invece facilitato notevolmente dall'uso del frullatore, che e' naturalmente pensato per trattare cose piuttosto liquide senza sporcare tutto.
La "crema" che si ottiene si mette di nuovo nella pentola. Terminata quest'operazione fate sobbollire dieci-quindici minuti. In realta' il liquido non dovrebbe arrivare ad ebollizione, per evitare che si rapprende troppo; dicamo piuttosto attorno agli 85°C . Occorre mescolare spesso per evitare che la soia si attacchi alla pentola. Non è necessario buttare la schiuma.

Indossate i guanti di gomma e tendete un panno sopra una pentola, versatevi il liquido e strizzate il panno. Come vedete nella foto, mettere uno scolapasta sopra la pentola come ho fatto io puo' facilitare l'operazione di strizzatura.

 

OKARA

Quello che resta nel panno è l'okara, che può essere usato nell'impasto del pane o di dolci o per fare una granola secca per la colazione, o ancora usata come fertilizzante o mescolata insieme al cibo di animali (compresi cani e gatti). L'okara deve essere consumato sempre in piccole quantità, perché può costituire un peso eccessivo per l'intestino.
Io ho mescolato l'okara con del malto liquido, l'ho steso su una leccarda in modo che lo strato formato avesse uno spessore piuttosto sottile, e l'ho infornato a bassa temperatura (direi sui 130-140 gradi). L'okara prima si secca, e poi tende a diventare di colore brunastro. A questo punto lo fate "tostare" quanto piace  a voi. Io l'ho anche "rivoltato" un paio di volte per farlo scurire in modo uniforme. Spesso lo aggiungo al mio Birkermüsli (yogurt con  cereali e frutta). Tenete conto che il malto liquido ha un aroma piuttosto marcato, e magari non a tutti piace. Si ottengono comunque risultati ottimi anche con lo zucchero (ed e' anche piu' facile da utilizzare).

     


LATTE DI SOIA

A questo punto, se invece che il tofu volete fare un latte di soia che mantiene un deciso sapore di questo legume (diverso dai prodotti in commercio, che sono in genere aromatizzati), è sufficiente che facciate bollire il liquido raccolto nella pentola per un'ora, eventualmente con un'alga kombu (Nota: se preferite potete provare ad aromatizzare con una stecca di vaniglia). Al termine lo potete imbottigliare.
Bisogna specificare che sulla necessita' della successiva bollitura e sull'eventuale tempo necessario non ho trovato grande accordo tra le mie "fonti". L'amica sopra citata dice che l'ulteriore bollitura non serve, e neanche l'alga kombu.
Secondo il mio personalissimo parere il sapore del latte migliore prolungando la cottura; credo anche che un po' di zucchero sia importante per "arrotondare" un po' il gusto. Io ne aggiungo 4-5 cucchiaini per litro.

TEla di TOFU

La sempre succitata amica dice che proseguire nella bollitura non serve a fare il latte di soia (per il quale basta la prima fase), ma che è indispensabile invece per ricavare il tofu secco, ovvero quella che si potrebbe chiamare "tela di tofu". Facendolo sobbollire si forma via via una tela da raccogliere e lasciare seccare (da farcire poi per farci involtini).
In effetti le tele di tofu si formano veramente, e sono piu' resistenti delle "sorelline" provenienti dal latte. Certo e' che non mi viene proprio in mente come fare per usarle come esterno di involtino... Probabilmente si devono "reidratare".

TOFU

Se invece volete fare il tofu, cuocete ancora il liquido per una decina di minuti. Sciogliete il solfato di calcio in un po' d'acqua tiepida e versatelo piano nella pentola mescolando molto molto lentamente. Il tofu comincera' a coagulare. La cagliata assomiglia moltissimo a quella di un formaggio vero, come potete vedere nelle foto seguenti.
 

 

Dopo che la coagulazione e' avvenuta, diciamo che approssimativamente c'e' da aspettare una ventina di minuti, mettete un panno nello stampo ed delicatamente mettete il tofu coagulato nel panno, aiutandovi con un mestolo.
Lasciate sgocciolare per bene il tofu, poi appoggiare un coperchio ed un peso (ad esempio una brocca d'acqua) sopra la "cagliata", e lasciatela sotto pressione da un paio di ore a tutta la notte, a seconda del tipo di tofu si vuole ottenere. Io mi sono costruito una piccola "pressa da tofu" con una scatola di legno di una bottiglia di vino.
Infine sciacquate il tofu e tagliatelo in panetti (con 600g di tofu si puo' fare anche un solo grosso panetto).
Rimettetelo nello stampo,che immergerete in acqua fredda per mezz'ora, fino al raffreddamento.
Il tofu va conservato in frigo in acqua, cambiando l'acqua giornalmente.
La foto del risultato finale mi e' finalmente venuta bene, eccola:


 

Ricordatevi di scrivermi se ci provate.